mercoledì 3 giugno 2009

Tempo d'estate!


Carissimi amici,
lontani & vicinissimi, la campana rintocca e batte l'ora dell'ultima puntata.
Preparate i fazzoletti per la puntata finale della stagione 2008/2009 di SMS!

Il caldo è già arrivato, l'allergia pure, ma anche le zanzare e la voglia di gelato!
Quest'anno è davvero filato. Abbiamo riso, pianto e, speriamo, riflettuto..
..ma il caldo e le lunghe giornate invitano ad altro:
un chinotto in centro, due chiacchiere e una passeggiata nel parco
ricordi a buon mercato e troppe storie da raccontare.
Domani termineremo il nostro viaggio con un bastimento carico di pensieri per l'estate! Suggerimenti, proposte, indicazioni. Gavettoni, musica giochi ed escursioni: parleremo d'estate!
Come la trascorrete
Vi divertite? E quando partite?
per i più indecisi o i meno fantasiosi ci sono tanti modi:
1. sintonizzarsi su PistoiaLibera e spolverare le repliche (d'ora in avanti in programmazione continua)
2. organizzare un torneo di Gavettoni sulla Sala
3. invitare famiglia Rastelli a casa propria per la cocomerata d'agosto!
4. Invitare la Giulia ad un party e fidanzarvici tosto
5. contattare l'Irene per il soggiorno al mare nei pressi di Massa
6. Chiedere a Daniel di prestargli la fidanzata
7. Staccarsi dal mondo e rimanere in silenzio
8. Fare un salto al mare in cerca di arselle, tornare a Pistoia e venderle a Bonelle
9.Cercare l'aria bona in montagna con lunghe passeggiate in cui vagare senza meta e rovinarle mangiando tortelli unti a Rivoreta
10.Rimanere solo in piazza del Duomo

Tanti consigli per tutti, raccomandazioni, giuochi di società!
Libri per l'estate anche per quando non piove,
poesie ed emozioni sempre nuove
per chi va al mare e per chi resta in città.
E mentre avanza la notte pensare quant'è bello aspettare l'estate,
sapere che viverla pienamente fa assaporare il passare del tempo
e avvertirne la pienezza.
L'estate è giovane, ma anche matura, è colorata, ma trascolora
le giornate sono lunghe, ma sempre più corte.
Al mare anche gli anziani vanno in giro in mutande
e si tuffano nell'acqua:
occasione speciale per un bel momento sociale

Bimbi, giovani e anziani riparano dal solleone
cercando freschezza
e forse giovinezza.
un anno è passato e anche
noi ci abbiamo provato:
tito, paola, irene & giulia,
alessio, benedetta & pecchioli giulia,
ugo, daniel & daniele con tutta la redazione
della nostra piccola televisione


A domani, come sempre, dalle 17 alle 19!!!

mercoledì 27 maggio 2009

Questione di coSCIENZA

le fasi della luna disegnate da Galileo Galilei
Cari amici!
mancano soltanto 2 puntate al termine della 2° stagione della vostra trasmissione preferita! Come? ...eh, lo so che non ve l'aspettavate, ma con la bella stagione anche la redazione ha bisogno di rinfrescarsi le idee. Due puntate son poche, ma faremo di tutto per renderle indimenticabili!

Pensavamo di chiudere con una reunion dei Pink Floyd o un concerto degli U2, ma abbiamo architettato molto di più!
Pensavamo di organizzare un tombolone e allottare spalla & prosciutto, ma abbiamo pensato a qualcosa di molto più elevato culturalmente: d'altronde facciamo televisione di un certo livello.

Cari amici, domani pomeriggio posso dunque annunciarvi senza paura di smentirmi che la Giulia verrà in infradito, bikini e manuale di procedura penale sotto il braccio, Daniel e Tito soltanto in pareo, la Paola indosserà abiti hawaiani e la redazione giovani a richiesta del pubblico, l'Irene con la toga peripatetica e Ugo in tuta spaziale. Effettueremo infatti un collegamento direttamente con la luna! Anzi, conferiremo un tono scientifico a tutta la trasmissione!

Come saprete, infatti, quest'anno è dedicato a Galileo Galilei!
Per chi avesse bisogno di un ripassimo indichiamo anche il link seguente:
http://it.wikipedia.org/wiki/Galileo_Galilei

Prendo spunto dalla suddetta pagina per riportare una celebre citazione del grande scienziato:
« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »
(Galileo Galilei, Il Saggiatore, Cap. VI)

Anche a voi capita ogni tanto di sentirvi come in un oscuro labirinto? A me capitava spesso durante il compito di matematica. A scienze andava un po' meglio, ma ricordo di aver avuto problemi irrisolti con la chimica. Però se mi soffermo e se vi soffermate un attimino a pensare senza il progresso scientifico non starei certamente qui a scrivere un nuovo post.
Pensiamo a quanto è cambiata la nostra vita grazie alla scienza, e non parlo soltanto di innovazione tecnologica.
Quando pensiamo al cielo stellato forse non avremo così forte la percezione del'infinito se le scienza non ci avesse insegnato che la terra è soltanto un puntino sperduto nell'universo. E chi di noi, scrutandosi negli occhi, non pensa all'alterità scaturita misteriosamente dal DNA?
Insomma..domani parliamo di SCIENZA! Esperimenti in studio con esperti! Esperti in studio con esperimenti!
Abbiamo raccolto interviste di tutto rispetto! Collegamenti al limite della fantascienza..ma anche una cornucopia di musica, giochi, merende & simpatia!
Scienza? qualcosa per gli addetti ai lavori?
Un modo diverso di vivere e guardare alla vita?
Scienze & Fede : un rapporto possibile?
Fateci sapere!

Vi aspettiamo copiosi!
Come sempre alle 17.00 soltanto su TVL!!!

mercoledì 20 maggio 2009

sTRADIZIONI!


Carissimi,
quanti di voi vanno a cantar maggio? O quanti di voi conoscono uno stornello per intero?
"Quando si lavorava ne' campi" - dice la nonna - "tutti cantavano gli stornelli e si rispondevano da una valle a quell'altra"
"Oh, nonna" - dico io - "ma come facevano questi stornelli?"
"Ehh.. chi se li ricorda.."
Magari erano imbarazzanti come le famose osterie. "Oh, nonna" - incalzo - o com'è che un te ne ricordi nemmeno uno? E te nonno?". Il nonno scrolla le spalle come a far finta di nulla, poi aggiunge: "Oggi 'un fischia più nessuno..per la strada fischio altro che io". Il nonno fischia bene. E' bello ascoltarlo: è molto rassicurante. E poi sembra sempre che fischi per farsi sentire..o forse fischia solo quando sa che qualcuno sente. E voi fischiate? E che cosa fischiate?

Quanti di voi stanno dietro alla luna?

"Eh..oggi 'un si piantano i fagioli..un c'è la luna bona".
"Domani fa la luna.."
Quando ero più piccino mi chiedevo sempre come si potesse giudicare se la luna era bona o meno. "O nonno, o che vol'dire?". "Ehhh..che quando la luna non è bona e un viene bene la roba". Poi il nonno scrolla le spalle come a far finta di nulla e aggiunge: "Bisogna tornare alla terra! Se 'un si coltiva la terra si more tutti di fame! Quando 'un ci sarà più contadini allora tu vedi come si finisce male. Bisognerebbe tutti tornare a lavorare la terra.."

Quanti di voi hanno mai avuto un'orzaiolo? (Magari non sapete nemmeno che cos'è)
"Eh..bisogna portarti a cucire l'occhio..." Cucire? Quando era piccino ingenuamente mi domandavo se la nonna volesse intendere una cucitura vera e propria o se gli avesse giocato un brutto scherzo la vecchiaia. Poi ho capito che cucire l'occhio non implicava scene splatter o pulp alla Tarantino. "Oh nonno, come si fa a cucire gli occhi? Com'è che funziona?"
Il nonno scrolla le spalle come a far finta di nulla, poi aggiunge: "ehh..io non ho mai avuto bisogno del dottore..io lo so da me quando sto male.."

Insomma..non c'è mai verso di sapere come stanno le cose. Ma forse sono proprio io a non poterle capire. Forse i nonni sanno che anche se ne sapesse di più non ne sarei in grado di capire. Certe azioni o certi gesti, sono inevitabilmente naturali per una persona dell'età della nonna, almeno tanto quanto sono astruse per un giovane del terzo millennio. Perché?

Quanti di voi giovedì pomeriggio ci seguiranno in diretta su TVL alle ora 17?Moltissimi!Perchè sarà una puntata tutta speciale dedicata alle antiche tradizioni della nostra terra! Tradizioni culinarie, artigiane, culturali..modi di dire e fare. Come facciamo a non perdere il patrimonio di tradizioni dei nostri nonni?
Qualche suggerimento? Fatecelo sapere!
Tito sarà collegato con la piazza del Duomo per un evento danzante di primordine. Ma avremo anche i nostri giuochi, musica dal vivo e molto altro!
Sintonizzati!

mercoledì 13 maggio 2009

Chi vuol essere...cavaliere?

Boni, boni..non stiamo parlando "del" Cavaliere, bensì di cavalieri in senso lato, ma anche stretto, in buona parte pistojese.

Una volta c'erano i cavalieri dello Zodiaco..cartone animato di grande successo che furoreggiava all'aprirsi degli anni novanta. I fan sintetizzano così il loro profilo: Si racconta che nei periodi di maggior crisi, quando la fine del mondo sembra vicina, l’umanità può contare solo su una schiera di valorosi cavalieri, devoti ad Atena e protettori della giustizia: I Cavalieri dello Zodiaco
Suona sufficientemente apocalittico, senza accennare al mix sempre efficace di mitologia e robottame giapponese, ma d'altronde la crisi è sempre dietro l'angolo e forse in certi momenti c'è voglia di qualche nuovo cavaliere.


Se ne potebbero elencare parecchi: dai crociati immortali di Indiana Jones, ai Templari tanto di moda di questi tempi.
Noi ci occuperemo di "veri" cavalieri!
Per fortuna, infatti, non tutto è stato subdolamente progettato da templari deviati, loggia sospetta e dietrologica.
Qualche secolo fa, in terra toscana nasceva l'ordine dei CAVALIERI DI SANTO STEFANO.
Chi erano costoro?
Cavalieri senza scrupoli? Marinai assimilabili a pirati? Crociati dell'era moderna? Pisani vs livornesi?
Sigismondo d’Asburgo Lorena, arciduca d’Austria, granduca titolare di Toscana dal 1993..non è uno scherzo!
A Pistoia, lo scopriremo, hanno lasciato diverse tracce, anzi, per secoli numerosi pistoiesi hanno infoltito le loro fila. Qualcuno, magari, era pure vostro antenato. Qualcuno, magari, è ancora iscritto su Facebook.

Ancora oggi abbiamo bisogno di cavalieri, paladini della giustizia, uomini d'avventura che riscattano la banalità quotidiana con le loro imprese. Forse, nella realtà, non era sempre così, ma ... lo scopriremo soltanto domani! Come sempre su TVL alle ore 17! In replica domenica alle ore 16!

Vi sentite un po' cavalieri? Ce l'avete proprio con i cavalieri? C'è davvero bisogno di cavalieri?

Non ve ne frega niente? No panic! Ci saranno musica, giuochi, merendine, Tito Rastelli, gioventù & ricchi premi per tutti!

mercoledì 6 maggio 2009


Cari amici di internet, aficionados di TVL e esseemmesse, telespettatori casuali o carichi di improperi,

l'argomento della settimana mi tocca davvero. Domani - fa fede un sms - si parla di fratelli.

Io pensavo ad un argomentino leggero leggero, spigliatamente primaverile, una cosetta anallergica e solare. Perchè non è facile parlare di fratelli.
Ho una sorella gemella. Da piccini era un tormento continuo: Gemelli??? 'Un ci credo! E pensare che finche mammà ha potuto abbiamo indossato completini identici, seppure di colori diversi. Nel pieno degli anni ottanta, quando era di moda l'horror a buon mercato, qualcuno domandava se tra noi si verificassero fenomeni paranormali: poltergeist, telepatie, sesto senso e via dicendo. A scuola, però, banchi e vite separate pur nella stessa classe. Se fossi stato più consapevole, probabilmente avrei scopiazzato di più i suoi compiti sempre perfetti. A casa, quando ci saltava in mente di giocare insieme, siamo riusciti a divertirci davvero e a prenderci - correggo, a farmi prendere - a calci e pizzicotti.
E' bello avere un fratello o una sorella. Anche quando non è bello avere un fratello o una sorella.

Gli amici, i fidanzati, il cane o il gatto, i maestri si scelgono. Ma i fratelli? Ad Abele non andò proprio liscia. Neppure a Giuseppe, gettato in un pozzo e venduto come schiavo dai suoi fratelli maggiori. Per adesso non mi posso lamentare..ma a volte, quando guardo mia sorella, mi domando: "ma questa chi è?". E probabilmente si domanda lo stesso anche lei.

Che cosa abbiamo in comune? Cos'è che ci rende gemelli? Certamente non la barba o le unghia tinte. Forse quella risata spontanea e scemarella, forse un certo modo di parlare..

Eppure, a volte, c'è qualcosa che ti piglia dentro, dal midollo fino alla punta delle dita, che ti fa star bene o star male se tua sorella tuo fratello è felice o sta male.
Ma anche fratelli o sorelle inseparabili capita di dividersi nel risentimento e nell'incomprensione. Capita di non parlarsi mai o di non parlare mai veramente. Consapevolmente o inconsapevolmente si generano ferite visibili e invisibili, cresce un affetto visibile e invisibile allo stesso tempo. In ogni caso quel legame "di sangue" è davvero qualcosa di potente. Forse l'uomo moderno non lo comprende pienamente, forse non avverte quanto investa il nostro essere, mente, anima e corpo..così come avviene nel rapporto tra i genitori ed i propri figli.

E tu, instancabile lettore del blog di sms!, che ne pensi?
Come vivi il rapporto con tuo fratello/sorella?
Hai qualche ricordo o esperienza particolare da scriverci? Vuoi raccontarcela in diretta? Telefonaci o mettiti in contatto sul nostro account di msn!
Chi è tuo fratello/sorella?

Indossate abiti uguali (ma di colori diversi) anche a quarant'anni suonati?
Avete mai sperimentato fenomeni PARANORMALI con i vostri fratelli?
Comunicatecelo telepaticamente..ma soltanto GIOVEDI dalle 17.00 alle 19.00 su PISTOIALIBEERA!!!!!!!

vi aspettiamo, con o senza fratelli!

P.S.
cara sorellina, ti voglio bene. nonostante i pizzicotti.

giovedì 30 aprile 2009

E ADESSO...MUSICA!!


"Ma che musica, che musica maestro..." cantava una vecchia canzone...
Ma oggi, o blogghisti del 2000, che cos'è la musica per voi?
Che ruolo riveste la musica nella vostra vita? Cantautori come il vincitore del Sanremo festival Marco Carta? O cantanti come la simpatica Arisa?
Oppure semplici ascoltatori?
Beethoven o Deep Purple?
Musica...per rilassarsi o musica per svegliarsi?
Radio o cd?
Insomma... oggi parleremo di musica con interviste, rubriche e udite udite ospiti internazionali!!
Non perdetevi questa puntata di SMS oggi alle 17.10 on TVL!!!
Lasciate il vostro commento!

mercoledì 22 aprile 2009

PER FORZA CREATIVI PER FORZA

Cari amici surfisti della rete e dei divani di casa,
andiamo subito al dunque. Oggi parleremo di creatività con tutto ciò che ne consegue. Insomma la creatività sviscerata in molte delle sue forme: dall'arte, alla musica, all'animazione, alla comicità e molto ancora.


Questa è proprio l'era della creatività! Basterebbe limitarsi alla rete per misurare quante forme diverse di creatività siano a disposizione di chiunque. Uploadare, modificare, personalizzare, visualizzare, colorare le proprie pagine, scegliere il social network preferito, crearsi una nuova personalità su second-life sono ormai il passatempo(?) privilegiato di milioni di utenti in tutto il mondo. Proprio adesso, mentre seduto sul mio scomodo seggiolone combatto con il sonno, milioni di persone stanno personalizzando la propria presenza sulla rete.
Impossibile non essere creativi, anche solo per un attimo!


Non sempre, però, la creatività indotta libera la vera fantasia.
Una volta, prima che fosse chiuso per losche vicissitudini, ho tradito il mio parrucchiere con un salone super-giovane. Dopo avermi fatto indossare un imbarazzante kimono-accappatoio mi hanno messo tra le mani un catalogo in cui erano elencati centinaia di diversi tagli di capelli. Sembrava un gigantesco abbecedario per parrucchieri analfabeti. Si avvicina l'addetto per il taglio domandando:"Ha scelto? Quale facciamo?". Non so voi, ma col mio parrucchiere di fiducia, come capita nei peggiori western, basta una parola: "Taglia". "Corti". "Basta, così". Io, che non avevo neppure finito di sfogliare l'improbabile catalogo tento goffamente di svicolare facendo il simpatico: "mah, diamo una bella sforbiciata".


"Eh, no. Ho bisogno di sapere il modello".
"Mi indichi il modello".


Ovviamente indicai senza fiatare il primo che mi capitava. D'altra parte non so che cosa sarebbe cambiato se ne avessi indicato un altro. Il risultato era spiccicato a quello del mio parrucchiere di fiducia.
Ma allora, come si diventa creativi?
A quest'ora ho già superato la mia fase creativa. Anche voi ne avete una? In quale momento del giorno o della notte?


Prima di lasciarvi con un pugno di domande mi viene da aggiungere questa riflessione. ll vero creativo è uno che ama. Chi ama come gli innamorati è creativo per forza! E per davvero.






Costruire una storia d'amore, lasciare che la propria vita sia guidata dall'amore è il più straordinario momento creativo di ognuno di noi. Che sia l'amore di un uomo o di una donna o l'amore per Dio o per i fratelli..ma solo l'amore è in grado di creare qualcosa. Qualcosa che prima non c'era ed è proprio unico e irripetibile. Vero.. Tito?


Arrivederci.
A domani, ore 17 solo su TVL!
SOLO PER CREATIVI! SOPRATTUTTO PER NON CREATIVI!
VI ASPETTIAMO!

mercoledì 15 aprile 2009

Diversità..Un elemento imprescindibile per una relazione stabile

Nelle sere d'agosto, quando fa proprio un gran caldo l'ora non è mai tarda.
Con il Barni, amico d'adolescenza e zingarate, si chiacchierava tra uno sciroppo di menta e un'orzata diaccia marmata, ma non c'era neppure la lucidità di trovare un argomento decente. Quella volta l'unico spunto brillante fu quello di spulciare tra i libri del nonno ottaugenario. Ne ricordo uno in particolare. Era un libro di scuola, un sussidiario? Forse qualcosa di più..ma non ricordo bene. Per farla breve ci tennero svegli le pagine di geografia. Per ogni continente era concessa una paginetta o poco più. Eccetto il nostro, ovviamente. La trattazione era didatticamente efficace, quasi schematica. Non c'era pericolo di sbagliare. In fondo ad ogni capitoletto, dopo la descrizione naturalistica l'autore sentenziava: "Africa. La cultura dell'Africa è poca. Asia. La cultura dell'Asia è poca".
Oggi anche il più duro dei razzisti potrebbe difficilmente sostenerlo. Altri tempi?

Tutti sappiamo che africani e asiatici hano una cultura millenaria degna di massimo rispetto. In qualche modo il diverso è accettato. Neri ed ebrei, visigoti e marocchini, albanesi ed armeni fanno ormai parte della nostra società multietnica e globalizzata.
A me vanno tutti bene. Anzi benissimo. Evito di dire negro, e parlo di uomo di colore, non parlo di handicappato ma di diversamente abile. Lascio da parte cieco: meglio non vedente o ipovedente.
Creo spazi per disabili, numeri di telefono per le vittime del razzismo, corsi per immigrati, mostre interculturali aperte a diverse forme di espressione.

Ma quanti sono i diversi che conosco? A volte ho l'impressione che la mia "cultura" sia talmente buona da rendere insignificante quella degli altri. Talvolta ho l'impressione che sull'altare del "benessere", ad esempio, siano sacrificati i più deboli. O che in nome di quello stesso "benessere" sia assolutamente necessario "educare" i fratelli più poveri.

"Lucien nacque con un handicap molto grave...
I primi trentanni della sua vita li visse con la madre.
Con lei era al sicuro e viveva in pace.
Poi un giorno la mamma si ammalò e fu necessario ricoverarla.
Anche Lucien venne messo in un ospedale, ma diverso. Si trovò brutalmente affogato in un mondo totalmente ignoto
.. e cominciò a gridare tutto il giorno.

Alla fine arrivò nella nostra comunità.
Non riuscivamo a calmarlo.
Quel grido di angoscia di Lucien era molto aspro,
e mi si ripercuoteva profondamente dentro, in zone segrete del mio essere, risvegliando la mia stessa angoscia. Sentivo allora affiorare in me della collera, e subito dopo anche dell'odio e della violenza. Sarei stato capace di tutto pur di farlo tacere.

Una cosa difficilissima da vivere.

E non mi riferisco soltanto all'angoscia di Lucien. Mi riferisco anche alla rivelazione di ciò che avveniva dentro di me, cioè alla scoperta che io, che pure avevo per vocazione di vivere con i deboli, sarei stato capace di fargli del male (..)

Fa spavento quando si scopre dentro di sè questa capacità di odio e di violenza e si capisce quanto siamo fragili. E siccome è una cosa difficile da guardare in faccia, allora diventa forte la tentazione di scappare da quelli che ci rivelano la profondità della nostra ferita.

E' qui l'origine di tutti i razzismi, di tutti i rifiuti e di tutte le esclusioni.
Se nego le mie ferite , negherò anche le ferite degli altri e li allontanerò dalla mia strada, perchè non mi costringano a pensarci.

Ma allora, il mistero del povero è che egli rivela, nello stesso tempo, il pozzo di tenerezza e tutte le durezze che sono nel nostro cuore, tutte le nostre ferite".
Jean Vanier, Alla Sorgente delle Lacrime, San Paolo, 2003.
Caro telespettatore fidato lettore di blog, e tu che ne pensi?
Ne possiamo parlare insieme GIOVEDI dalle 17 alle 19, soltanto su TVL!
Musica, ospiti, giuochi, fantasia e merende a go-go per tutti!




sabato 11 aprile 2009

BUONA PASQUA!


Carissimi amici telespettatori e surfisti della rete,
SMS! riprenderà GIOVEDI prossimo, 16 aprile..come sempre alle 17.00 su TVL con tanti ospiti, grandi vecchi e piccini, giochi, musica, simpatia, avanzi d'ovo e di colomba! Vi avanzano anche a voi? Portate e merenderemo insieme!
BUONA PASQUA DA TUTTA LA REDAZIONE!

(Donatello - Resurrezione, Pulpito di San Lorenzo, Firenze - 1460 ca.)


I nostri amici vigili del fuoco, dopo la presenza a SMS, sono stati impegnati nei soccorsi ai terremotati in Abruzzo: ringraziamoli ancora per il loro servizio insieme a quanti, anche da Pistoia, si sono spostati per dare il proprio contributo in una situazione così drammatica.

Rimaniamo uniti nella gioia della Resurrezione!
A presto!
La Redazione

mercoledì 1 aprile 2009

Insieme si pòle! Together we can!

40 giovani in partenza per l'Australia. Qualcuno non ha mai preso un aereo, per molti un traguardo inaspettato, un viaggio possibile soltanto grazie alla generosità di molti. Per tutti il viaggio più lungo della propria vita. L'Australia è proprio all'altro capo del mondo. Sul mappamondo, quando non lo facevo frullare come una trottola, cercavo inutilmente Pistoia. Se si facesse un buco di qui - mi dicevo- si finerebbe dritti di sotto. E di sotto, tanto sotto che per vedere bene bisognava rivoltare il mappamondo, c'era questa strana terra lontana da tutto. A dire il vero il buco sembrava finire dritto in Nuova Zelanda, ma si sa che sul mappamondo anche le distanze considerevoli sono proprio una sciocchezza. Beh, insomma, noi eravamo diretti proprio lì.

E' stato un viaggio lungo da preparare. Passaporti, documenti, iscrizioni..money in quantità per le spese. Ma soprattutto tanti incontri di preparazione, concertazioni con giovani e famiglie. Partivamo per la GMG, l'incontro internazionale dei giovani con il Papa. Il nostro gruppo, composto da giovani e disabili dell'AIAS di Pistoia, vista la mèta, era davvero cospicuo. Il sogno era portare e partire tutti. Fisicamente tutti non c'erano, ma in qualche modo li abbiamo sentiti con noi.

Dopo venti ore di volo mettere piede sul suolo australiano è davvero una festa!

Nonostante il sonno tutti hanno gli occhi sgranati davanti al sole, al cielo, al panorama, di fronte alla gente, sull'ora e il tempo che fa, come a controllare che ogni cosa sia al suo posto o come ce l'hanno raccontata. Beh, insomma, potrei dilungarmi ancora sulle meraviglie australi, ma non è questo il punto. In breve immaginatevi tutto questo ben di Dio immerso in un clima di festa, di fede, di gioia davvero straordinari: giovani da ogni parte del mondo, dalle più sperdute isole del pacifico al profondo sud del belpaese, dalla Nuova Caledonia a Pistoia, dall'Iraq e dagli Stati Uniti, fino a Pisa e Livorno(per una volta insieme, ma sempre a debita distanza uno dall'altro).


Che potrebbe succedere di peggio se non un'epidemia di influenza che costringe a letto con febbroni da cavallo più di metà gruppo?
E' andata proprio così. Peggio della peste bubbònica il morbo ha mietuto giovani vittime rimaste in albergo mentre fuori si celebrava la GMG. Non è proprio il massimo nemmeno a raccontarlo. Però.. Però difficilmente abbiamo vissuto tutti momenti così intensi. Raramente ci siamo sentiti così uniti e così vicini nonostante tutto. Coppie di giovani fidanzati separate dalla malattia, giovani dell'aias a trascinare tutto il resto dei volontari. Eppure è stato bello comunque. Uniti nella preghiera, nell'amicizia e nella temperatura sopra la norma. Noi c'eravamo tutti comunque! E la gmg l'abbiamo vissuto tutti insieme. Anche se il pranzo al sacco l'abbiamo fatto tutti in una camera d'albergo o il nostro pellegrinaggio è stato su è giù con l'ascensore dell'albergo. E non saprei dirmi cosa mi sono perso..perchè è come se avessi davvero vissuto tutto al massimo.

Cose che capitano. Specialmente in viaggio, ma ogni volta, oltre al "dramma" del momento, ci si accorge che un ostacolo da superare insieme si trasforma in un’esperienza di più. E’ bello sentirsi “sintonizzati” sulla stesso obiettivo, è bello avvertire che… è più bello insieme. E poi con noi c'erano davvero tutti: uno striscione disegnato da chi non è potuto venire, l’affetto e il sostegno di chi ci ha aiutato, le preghiere e la vicinanza della nosta intera comunità.

Cari amici, stasera, come o se avrete intuito, si parla di gruppi, o meglio, di "gruppo" di come si ottiene un risultato importante soltanto se c’è coordinazione, desiderio di tutti, se si fa gioco di squadra.

E tu, che ne pensi? Quante volte hai vissuto un’esperienza simile? Quante volte hai raggiunto un obiettivo grazie al sostegno della famiglia, degli amici, degli utenti Facebook o di chi ti sta più vicino?
Dove si impara, se così si può dire, a fare gioco di squadra?
Avremo ospiti importanti e ospiti del tutto eccezionali, per una puntata davvero straordinaria! Numerosi ospiti! Mezzi di cielo di terra e di mare! Sportivi e sedentari, uomini e caporali! Giovani e meno giovani, uomini & donne, tito e famiglia..Portate cani e pappagalli, tartarughe e micini che se rimangono su un albero avremo la soluzione a portata di mano..

mercoledì 25 marzo 2009

DIMMI CHE MERENDA MANGI E TI DIRO' CHI SEI


Quando ero piccolo la mamma non mi comprava mai le merendine.

Ricordo quando alle scuole elementari i compagni di classe sfoderavano crostatine, tegolini, fieste e altre schifezzuole opulente anni ottanta. Guardavo attonito la loro soddisfazione nell'apprezzare il sapore artificiale del cioccolato e del pan di spagna. Meravigliosamente artificiale e meravigliosamente perfetto! Ogni striscia di cioccolato sui tegolini correva perfettamente identica a se stessa in ogni confezione e anche la base inferiore, completamente fatta di cioccolato, era un capolavoro di ingegneria alimentare. La marmellata delle crostatine era luccicante e trasparente, nè troppa nè poca, perfettamente dosata. La fiesta orange era invece un lusso da adulti che nascondeva un brivido alcolico.

A casa la nonna preparava pane e olio.

Bono, per carità. Sano, non ci piove. Tradizionale, com'è giusto. Però.

Mentre intingevo il pane nel piatto unto la televisione mi proponeva paradisi di dolcezza inarrivabile. Bono il pane con l'olio. ma intanto io sognavo le schifezze. Qualche volta anche la mamma cedeva e, come manna dal cielo, piovevano a tavola quei contraddittori oggetti del desiderio. Ogni giorno si rincorrevano notizie agghiaccianti sugli effetti delle "merendine", giovani vite stroncate dall'abuso di dolci, piagate da insalubri merende. Possiamo forse misurare gli effetti subiti dalla mia generazione?

Oggi esistono i distributori automatici ovunque ed io mi mangio le agognate schifezze. Le scarto con soddisfazione, senza farmi vedere, come chi apre di nascosto il barattolo della marmellata. Ma le mangio piano per farle durare.

Cara merendina, so per certo che non mi sfamerai, nè che giovi alla mia salute.
Tu sei perfetta, sempre uguale a te stessa: tu non tradisci mai. Perfetta come non saremo mai. Appetitosa molto più di pane e olio. Però..
Però so che mia nonna apparecchiava per la merenda. Preparava i piattini, mi sceglieva l'olio buono, mi faceva i pezzettini di pane. Si prendeva cura di me sapendo che quello era il meglio che potesse offrirmi. Me lo preparava con amore. E se rimaneva un boccone di pane mi ricordava di finirlo che il pane non si butta. Mi ricordava che lei neppure la faceva merenda, ma che ai suoi tempi non c'era di meglio che pane e olio.
Cara merendina. non potrai offrirmi tutto questo. Non sei fatta per questo.

E tu? Qual'è la tua merenda preferita? Ce cosa mangi (se mangi) di solito?
Ti piacciono le merendine?

FACCI SAPERE! Vuoi fare merenda con noi? Vieni a trovarci a TVL!
Giovedì, dalle 17 alle 19..ti aspettiamo!

mercoledì 18 marzo 2009

SCEGLIERE


Qual'è la scelta più importante della tua vita?
Lui le ha appena chiesto di sposarla. Lei è arrossita ed ha chinato il capo.
In quest'attimo di trepidazione Lui continua ancora a chiederselo: è questa la mia scelta decisiva?

Forse avevo già scelto.
Nell'ora della paura pensavo di chiudere la storia nel silenzio e nell'allontamento, immaginavo una vita senza di Lei, senza impicci, chiacchiere e bastoni tra le ruote. Mi raggomitolavo nelle incertezze e nel buon nome della mia famiglia, ma dentro avvertivo una voce del tutto diversa. Più la percepivo, più la avvertivo impudente. Ma anche senza accettarla sapevo che mi indicava la scelta giusta.

Forse avevo scelto ancora prima.
quando due si fidanzano come abbiamo fatto noi il loro destino è già scritto. Forse è stato allora. Quell'annuncio in paese, davanti a suo padre e sua madre, davanti agli amici: il mio sì era già pronunciato.

Forse avevo scelto già prima.
Ricordo quando la vidi per la prima volta. La finestra socchiusa. Stava seduta in casa al lavoro e il sole al tramonto, nell'ombra dell'interno, scivolò sul suo volto. Un volto radioso, acceso di luce, di promessa.

O forse è Lei che mi ha scelto?
Forse è merito suo. D'altronde fu Lei ad alzare inaspettatamente lo sguardo e incrociarlo per un attimo con il mio. Forse avevo scelto già passando quell'ora di fronte a casa sua. Un'inezia, ricordo, un lavoro poco riuscito e un cliente insoddisfatto..

"Sì, lo voglio anch'io".
Interruppe Lei il pensiero ormai troppo complicato del futuro sposo.

Si guardarono a lungo negli occhi cercando spiegazioni, per scrutarsi a fondo, misurare il loro amore, per fissare dentro il cuore l'incanto del loro "SI" e il mistero di una nuova vita che nasce.

Povero Giuseppe! Ce lo immaginiamo sempre decrepito, con lo sguardo un po' assente, mentre contempla senza troppo entusiasmo la nascita di suo Figlio. E invece Giuseppe fu uomo coraggioso, senza pregiudizi, uomo di responsabilità. Sposo e padre ideale, umile e buono. Uomo che sposa per amore e non per convenienza, che conosce l'esilio e il dramma della persecuzione del Figlio. Ovviamente stiamo parlando di "quel" Giuseppe, il San Giuseppe sposo di Maria, il falegname padre putativo di Gesù.
D'altronde nella sua ricorrenza celebriamo la "festa dì'bbabbo". Con San Giuseppe e tutti i padri d'Italia festeggiamo anche coloro che hanno scelto (di sposarsi, avere figli, farli nascere, tirare su famiglia..) e, soprattutto, hanno saputo scegliere.

Scegliere non è semplice. Forse l'alternativa più problematica, oggi, piuttosto che scegliere bene o scegliere male, sta proprio nella possibilità della scelta.
Quanti di noi possono scegliere? Quanti non hanno nemmeno la possibilità di scegliere, ma sono costretti a vivere tappe obbligate, a rimanere schiavi di qualcosa che li condiziona?

E voi? Cari amici telespettatori e fedeli seguaci del blog : voi scegliete o non ne avete la possibilità? E come decidete le scelte più importanti (o anche quelle più frivole )della vostra vita? Seguite l'istinto? Il fiuto "per gli affari"?
Vi ispirati ai valori sempiterni o alle parole dell'amico/a? Andate da i' bbabbo o dalla mamma? Telefonate al mago di turno o vi affidate all'oroscopo?
Insomma, come si fa a scegliere?

Mica noccioline..

FATECI SAPERE! VI ASPETTIAMO OGGI alle 17 su TVL TV LIBERA!
scrivete, telefonateci, infamateci !

mercoledì 11 marzo 2009

MENS SANA IN CORPORE SANO

Mens Sana in Corpore Sano!

Quante volte ve lo sarete sentito ripetere? Magari la mamma o il babbo, lo zio o la nonna ve l'avranno rammentato con fare ammonitorio mentre stavate apaticamente sbracati sul divano davanti alla tivvù. E mentre sullo schermo passavano le sofferte vicende pallavolistiche di Mimi Ayuara (chi non ricorda le catene ai polsi stile Guantanamo?) e Mila e Shiro (per i giovani bruciati negli anni 80 appunto di seguito il link per la sigla: http://www.film.it/articoli/2003/06/20/444102.php ) noi giovani dell'epoca post-moderna ci ingozzavamo di merendine ed estathè con il cervello sconnesso. Il rimedio era fuori, all'aria aperta, dove riscoprire la libertà della corsa, la capacità educativa del gioco, i valori della squadra e del sacrificio.

Mens Sana in Corpore Sano!

Quante volte avete guardato con una punta di invidia il vostro compagno superbravo, asso del tennis o dell'equitazione, che "fa anche sport", mentre la vostra attività sportiva si riduceva al tragitto scuola-casa, oppure, nonostante gli sforzi, alla panchina perenne nei campi da gioco?

Mens Sana in Corpore Sano!

Quante volte sfogliando il libro di versioni o di letteratura greca vi siete imbattuti nelle riproduzioni di atleti dal corpo perfettamente tornito, armonioso in ogni sua parte. Uomini dallo sguardo distante, distesamente concentrati, olimpiche ed olimpioniche deità da maledire quando le frasi si facevano più incomprensibili ed i paradigmi si trasformavano in insolubili sciarade che consumavano il pomeriggio e il momento dell'attività fisica.

Mens Sana in Corpore Sano!
Quante volte l'avete visto scritto sulla parete della palestra Marini, davanti a San Benedetto?
A me viene sempre in mente una foto di mio nonno. Poco più che un ragazzino, saranno stati gli anni quaranta o giù di lì, è ritratto in una foto in una posa acrobatica: in verticale, con una mano sola, in equilibrio su una scala che porta dalla stalla al fienile. Un vero sportivo. Correre, saltare, giocare a pallacanestro (il termine Basket, come ci ricorda Giancarlo Innocenti, ancora non era arrivato nell'Italia autarchica degli anni quaranta), fare ginnastica..per lui ogni sport andava bene. Ma soprattutto sapeva chiappare i ranocchi, saltare i fossi, lavorare la terra, seminare e raccogliere le piante al momento giusto. C'è un po' di quell'armonia che spesso ci auguriamo quando ci torna alla memoria il detto latino. Mente e corpo, uomo e natura, tempo dell'uomo e tempo dell'oggi.

Eppure Giovenale, quando coniò questa celebre massima, non aveva neppure intenzione di battere là dove intendiamo noi. Soltanto due cose sono necessarie, ci ricordava, pregare gli Dei per mantersi una mente sana in un corpo sano! Un po' come quei vecchi che invocano una morte rapida, senza perdere il cervello, insomma, quando c'è la salute accontentiamoci.
Ma a noi piace di più l'interpretazione dei moderni..che, in qualche modo, tiene uniti mente e corpo, dinamismo interiore e movimento esteriore. E' un po' come sentire che l'uomo non potrà mai separare anima e corpo. Allora anche i sacrifici (talvolta non lontani dalle catene di Mimi Ayuara) trovano una loro spiegazione e diventano impegno quotidiano, formazione continua. Allora, anche se il 99% è panchina, quella panchina è importante come il campo da gioco. Allora la perfetta armonia dell'atleta greco è la sapienza cristallina che illumina la vita e il nonno atleta una vita che coltiva la vita dentro e fuori di sé.

MENS SANA IN CORPORE SANO! Vi consiglio di dare un'occhiata a queste foto..mi sembrano il commento più adeguato!


E TU CHE NE PENSI?
Pratichi SPORT? PERCHE? Timore della prova costume o alternativa alla dieta? Lotta contro il proprio limite o ricerca del proprio equilibrio?
Sportivi pistojesi, aficionados di giovedìsport, sedentari incalliti..FATECI SAPERE! VI ASPETTIAMO!
scriveteci e guardateci: TUTTI I GIOVEDI DALLE 17 alle 19! (La Domenica in replica dalle 16 alle 18!)

mercoledì 4 marzo 2009

8 MARZO...FESTA DELLA DONNA!!


Carissimi amici! Rieccoci di nuovo insieme per un'altra puntata di SMS!
E questo giovedì parleremo dell'imminente festa della donna... La Giornata Internazionale della Donna, meglio conosciuta come Festa della Donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo. Ci sono molti modi per ricordare questa festa, il più comune è quello di regalare alle donne vicine e lontane un ciuffo di mimosa che vediamo nei nostri prati in fiore.
Noi ovviamente siamo andati a fare le nostre interviste in giro a Pistoia, approfondiremo il tema nello studio in diretta con voi...quindi non mancate all'appuntamento e già fin da subito contattateci, scrivete, bloggate...interagite con la vostra trasmissione preferita!
Vi diamo per spunto una poesia di Emil Dickinson, Ecco quanto ho io oggi da donare... E una tela splendida di Gustav Klimt....



Ecco quanto
ho io oggi da donare -
Questo, e il mio cuore in più -
Questo, e il mio cuore, e i campi -
E tutti i prati - immensi.
Conta, ti prego, se ho dimenticato -
Ci sarà che la somma ti può dire - Questo, e il mio cuore, e poi tutte le api
Che nel trifoglio stanno.

mercoledì 18 febbraio 2009

MASCHERE & MACCHIETTE

Non se se è mai capitato anche a voi, ma talvolta sul treno se ne vedono di tutti i colori.

Davanti a me siede un tipo tutto impettito che si spolvera ripetutamente la giacca e i pantaloni, ogni tanto da una scrollatina al pesante orologio da polso e un'occhiata alla ventiquattrore stretta tra le gambe. Improvvisa si accende una samba indiavolata dal taschino della giacca. Un attimo prima di riuscire a tenere il ritmo con i piedi, con una nota di disappunto dei passeggeri, ha già risposto: "Tesoro! Piccolina..allora, che mi dici?" E via di seguito con una vocina da usignuolo che mai ti saresti aspettato. A volte, invece, è proprio la voce a lasciar immaginare tutt'altro. Tutto il viaggio un profluvio di parolacce e vituperi scanditi con monosillabica frequenza. Finalmente dal fondo del vagone avverti che è tempo di scendere..ed ecco ti si para una teenager, faccia d'angelo, capello liscio d'ordinanza e zainetto sotto le terga.

Ma si può parlare di maschere?
A volte, invece, è dentro la testa che ti vortica di tutto e magari in un attimo di tensione irraggiungibile, dalla bocca - incredibilmente- ti escono parole pronunciate con serafica dolcezza..

Non so se il Carnevale abbia più a che fare con le maschere o con la parte più vera che c'è dentro di noi.

Quando andavo a scuola c'era un tipo decisamente punk. Non rinunciava mai alla catena con il lucchetto al collo. Anche quando diluviava o tirava una tramontana birbona, anche quando doveva salire con chili aggiuntivi di ferramenta fino all'ultimo piano. Aveva uno stile originale che gestiva attentamente, ma senza ostentazione.

Per carnevale nessuno lo riconobbe.
Via la cresta ed i caterpillar, sparite le catene ed i lucchetti, le spillette e tutto il necessaire.

Era arrivato a scuola pettinato con la divisa come uno scolaretto al primo giorno di scuola, con il maglioncino della nonna (magari uno dei tanti che la nonna si ostinava a confezionare e mettere nella naftalina), le scarpe allacciate e sbiadite da adolescente noncurante, la camicina a quadrettini da piccolo ragioniere.

Quel giorno erano tutti mascherati: chi, a lungo desideroso di invertire il proprio ruolo, si era mascherato da prof con tanto di righello, chi sfoggiava capigliature improbabili, altri rivelavano il desiderio per la crapula sfoggiando toghe e mantelli subito macchiati di cocacola e patatine unte, chi sfoggiando ambizioni represse si era travestito da improbabile rock-star. Altri simulavano l'affiatamento assente tutti i giorni in classe sfoggiando lo stesso costume: serque di angeli, diavoli, bebè, giocatori di calcio e legionari romani attraversavano correndo i corridoi nel giorno del grande (o piccolo) sovvertimento.
In un angolo, in disparte, con la maglia della nonna e i pantaloni di velluto a costine c'era solo lui: il vero punk, seduto in classe, a meditare davanti ad una frase di Seneca o Cicerone. E noi, fuori, le maschere.. eravamo solo macchiette.

Qual'è la tua maschera?

QUANTE MASCHERE INDOSSI OGNI GIORNO?
QUAL'E' la tua MASCHERA PREFERITA?
FESTEGGIA CON NOI CARNEVALE!

Come? Sintonizzati alle 17 su TVL!
GIUOCHI, RICCHI PREMI! INCHIESTE VERITA'!
Sono gradite le stelle filanti ma non i coriandoli che rimangono infilati dappertutto.
VI ASPETTIAMO!

mercoledì 11 febbraio 2009


« O Amore dammi tanta voce che chiamando te Amore, io sia sentita dall'Oriente insino al Occidente, e da tutte le parte del mondo, etiam nell'Inferno, accioché da tutti tu sia conosciuto e amato, amore; [...] Amore, amore tu solo penetri e trapassi...se' cielo e terra, Fuoco et Aria, Sangue e Acqua.

Potrebbe essere il testo di un canzone, di una poesia o di una tragedia "cult", ma invece sono le parole di una santa di qualche secolo fa. Era una fiorentina di quelle schiette e focose, con un naso dritto e lungo e uno sguardo magnetico. Una grande mistica, una mistica dell'amore.
Maria Maddalena de' Pazzi (1566-1607) - così sveliamo l'arcano - che da monaca carmelitana aveva assunto un nome che era tutto un programma. Maddalena, donna d'amore.
Qualche secolo dopo, un eternogiovane, con maggiore verbosità ha scritto altre belle parole:

"Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me a te che hai reso la mia vita bella da morire,
che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni..."


Questa era più facile. Ce l'abbiamo tutti negli orecchi. Forse sembrerà un po' azzardato l'accostamento (Santa Maria Maddalena mi perdoni) ma qualche tempo fa ho scoperto che il testo di Jovanotti, con abili e minime aggiunte è stato trasformato in canto religioso dedicato alla Madonna.

Ma forse è proprio l'amore ad essere "religioso". Sì, perchè è qualcosa che non fa bastare l'uomo all'uomo e ci fa sentire continuamente ammezzati, creature che hanno continuamente bisogno di autorigenerarsi e di generare. Anche quando la vita si spenge. E difatti quando una persona cara ci lascia avvertiamo, in qualche modo, che quel filo che ci lega a lei non si spezza, ma si srotola nel tempo e nello spazio anche dove non riusciamo più a scorgerlo.
Ma niente ci fa sperimentare la forza dell'amore come quando siamo innamorati (di un uomo/ donna o di Dio). L'altro è il nostro tutto, la nostra pienezza.

Mai come negli occhi dell'amato riconosciamo davvero noi stessi e allo stesso tempo percepiamo quella sottile e incolmabile distanza che ci distingue.
Forse è proprio questa la stupefacente bellezza dell'amore, che fa di due una cosa sola..di due alterità qualcosa di nuovo..in cui le differenze non si annullano ma fanno scaturire la novità. Non so se avete mai guardato il vostro Lui/Lei negli occhi fino a coglierne con trepidazione questa sensazione, quasi come domandarsi.."ma tu, chi sei?"
E non sappiamo se lo stiamo domandando all'amato/a o a noi stessi. Forse la risposta è la novità, è proprio sperimentare la grazia di qualcosa che prima non c'era. Sperimentare una forza che attraversa ogni nostra cellula, attraversa la terra, la sabbia, le onde del mare e le profondità degli abissi : "L'amor che move il sole e l'altre stelle" (Paradiso XXXIII,145).

Finale col botto citando il Sommo Poeta..ma insomma, meglio di una cartina Bacio Perugina può funzionare da augurio di SAN VALENTINO!

Ne parleremo.. OGGI a SMS!
Mandateci i vostri messaggi, le dediche più coccolose e innamorate! Volete dichiararvi? Fatelo a SMS! Annunciare il fidanzamento ufficiale o la data del matrimonio? Telefonateci!
Non siete d'accordo con noi e l'estensore dei post? Fateci una pernacchia..ma di commento sul blog,. sul forum o via telefono!

VI aspettiamo, dalle 17 alla 19!
PEACE & LOVE!

mercoledì 4 febbraio 2009

FAMIGLIE D'ITALIA..UNITEVI!

Il Babbo distratto (magari dall'amante o dal lavoro). La figlia distratta (dall'amore o dal cantante alla moda), il figlio introverso e distratto (dall'adolescenze, musica e amici). La mamma stanca e distratta (dalle amiche, delusa dalla vita coniugale, dal suo essere casalinga). I nonni attenti (attenti a che si dice, che si fa, che si mangia). Nonni attenti alla necessità. Nonni malati o scomparsi.
No. Non si tratta dell'ennesima fiction rai-mediaset, dove inserendo e miscelando a dovere i suddetti elementi potremmo tirar fuori dallo schermo medici in famiglia, cesaroni, provaci ancora prof, ricordati di me e via dicendo. Ma davvero la famiglia tipo italiana si può descrivere così? Oppure è molto peggio/meglio?



Io ho capito qual'è il segreto della famiglia italiana.
Provate ad andare all'estero. Beh-mi direte - la televisione ci propone anche un altro modello non troppo diverso..quello della famiglia americana. Quanti sono cresciuti a pane nutella e happy days? Oppure pane burro e marmellate e Robinson? In bilico tra edulcorato-revival-dipassaggiogenerazionale e famigliadicolore-altoborghese-diedonismoraeganiano in realtà non c'è spazio per la famiglia italiana.

Per capire la differenza basterebbe dare un'occhiata al frigorifero.
La famiglia italiana ha un frigorifero come nessun'altra famiglia al mondo.

Il frigorifero della famiglia italiana è colmo e lussureggiante come un foresta tropicale!
In alto piatti e scodelle, tazze e recipienti con l'avanzo del giorno (e da sotto le veline trasparenti sbucano patate lesse, si distinguono fagioli, e insalate per le figlie esigenti, il roast-beef per gli uomini che lavorano e le lasagne della domenica raggomitolate in un angolo, il brodo della nonna raddensato sotto il coperchio) poi, più sotto, un bouquet di formaggi, immancabile il parmigiano da condividere sulla pastasciutta e la mozzarella per la pizza tra gli amici o la caprese dietetica, il pecorino del pastore, la caciotta del paese e accanto salamini e salsicce del norcino che si conosce, fette di prosciutto e mortadella per la merenda del bambino. Poi, nello sportello, il succo di frutta per il ritorno dalla palestra, lo yogurt per la mamma e il vino per gli amici, le uova del contadino (o presunto tale..magari con aggiunta di erba lavandaia se comprate a Pistoia sulla sala), in fondo, in un angolo, l'avanzino per il cane o per il gatto e, in fondo in fondo, nascosto dall'accumulo continuo, l'avanzo dimenticato da settimane che esala l'odore pestifero..

Dove immaginare la famiglia italiana se non a tavola?
Provate ad eliminare la tavola dalle fiction italiote, dai film pseudo-generazionali, ma anche dalle fiction sopra la medie, dai film belli e buoni..eliminate la tavola dalla vostra famiglia, dalla vostra vita familiare..
...Non è più facile immaginarla, eh?

LA tavola, in fondo non è che un simbolo in cui si catalizzano tutti gli aspetti che reggono e fanno bella la famiglia, un patrimonio di tradizioni, di valori, di cultura, di sentimenti..che a tavola si ritrovano tutti insieme!

Troppo facile?

DITECI LA VOSTRA!!!

Com'è la tua famiglia!
Quali sono i problemi che vivi in famiglia?
Che cosa vi dite quando vi riunite a tavola?
GIOIE E DOLORI della FAMIGLIA?


Avremo in studio FAMIGLIE NUMEROSE! NEO-BABBI! SUPERMAMME! TANTI FIGLIOLI!
E ancora una volta..giuochi, divertimento, MUSICA e ricchi premi per tutte le FAMIGLIE!
VI ASPETTIAMO!

Non vi piace? Vi piace? Va, non va? SCRIVETECI e SMESSAGGIATE CON NOI...solo su
TVL dalle 17 alle 19!

mercoledì 28 gennaio 2009

IL GIORNO DELLA MEMORIA

In previsione di ulteriori esperimenti con una nuova droga soporifera, vi saremmo grati se ci poteste procurare un certo numero di donne".

"Abbiamo ricevuto la vostra risposta, ma consideriamo che il prezzo di 220 marchi per donna sia eccessivo. Vi proponiamo un prezzo non superiore a 170 marchi a testa. Se siete d'accordo sulla cifra, prenderemo possesso delle donne. Ce ne abbisognano circa 150".

"Accusiamo ricevuta dell'accordo. Preparateci 150 donne nelle migliori condizioni di salute: appena pronte le prenderemo a nostro carico".

"Ricevuta l'ordinazione di 150 donne. Nonostante l'aspetto emaciato, esse sono state considerate soddisfacenti. A giro di posta vi terremo al corrente dei risultati dell'esperimento".

"Gli esperimenti sono stati eseguiti. Tutti i soggetti sono morti. Ci metteremo presto in contatto con voi per una nuova ordinazione
".


Ogni anno si celebra il giorno della Memoria. L'Olocausto è un po' il buco nero del XX secolo, il punto di non ritorno in cui si condensano tutte le atrocità e le ipocrisie, ma anche il momento in cui si smascherano tutti i regimi e le ideologie del male. Da allora, dal massacro degli Armeni in Turchia all'aprirsi del secolo, fino alle stragi in Ruanda del 1994, l'Olocausto ammonisce e continua tristemente a chiedere paragoni. Ma forse paragone non c'è. Ancora oggi ci si chiede come un massacro del genere, così scientificamente e ideologicamente strutturato, possa essere stato accuratamente progettato, portato avanti e attuato con ogni mezzo in tutta Europa.
Ancora oggi abbiamo superstiti e testimoni che ci raccontano quello che hanno provato sulla propria pelle, ma che succederà quando anche loro saranno scomparsi, quando il filo della narrazione si sarà interrotto? Perchè ancora oggi qualcuno inneggia a quell'ideologia che ha deliberatamente attuato tutto questo? Giovani che magari non hanno neppure chiaro un minimo quadro storico. Evidentemente c'è qualcosa in più, difficile da cancellare completamente e che puntualmente si ripropone nella storia.
Disabili, rom, omosessuali, avversari politici, testimoni di Geova, ebrei (e scusate se ho dimenticato qualcuno): che cosa li accomuna?
Com'è possibile evitare che tutto questo succeda di nuovo?

Legato al Giorno della Memoria c'è la condanna contro chi ha compiuto il male, ma anche il ricordo dei Giusti che hanno fatto argine al male, magari pagando con la vita il proprio impegno. L'ideologia del male ha cancellato i nomi, annullato l'umanità dei carnefici e, dato ancora più terribile, quella delle vittime.

Come scriveva Primo Levi

"gli altri prigionieri di Auschwitz .. popolano la mia memoria della loro presenza senza volto e se potessi racchiudere in un'immagine tutto il male del nostro tempo, sceglierei questa immagine, che mi è familiare: un uomo scarno, dalla fronte china e dalle spalle curve, sul cui volto e nei cui occhi non si possa leggere traccia del pensiero".

Di molti giusti non ricorderemo o non sapremo mai il nome, ma provate semplicemente a chiedere ai vostri nonni: scoprirete che anche nelle nostre città e nei nostri paesi c'è chi ha nascosto nella propria casa un ebreo, magari con tutta la famiglia. Magari scoprirete il coraggio di chi ha protetto un ebreo, un fuggiasco.. lo zio che venne chiuso in un baule dalle suore per scampare alla prigionia.
Dopo Auschiwitz siamo stati abituati ad indignarci, ma in quanti contesti potremo applicare le agghiaccianti citazioni con cui ho aperto il post?
Per evitare che il male, con la sua banalità si diffonda anche nel nostro tempo occorre tenere ben presente ciò che è vero, buono e giusto.
Ma come? SUGGERITELO VOI!CHE NE PENSATE?

Che possiamo fare perchè non si ripeta più un altro olocausto?
SCRIVETECI, mettetevi in contatto con noi!

Seguiteci in diretta GIOVEDI ore 17.00!!! In replica, la Domenica Pomeriggio alle 16.00!

mercoledì 21 gennaio 2009

"una nuova era di responsabilità"

Le nostre sfide possono essere nuove, gli strumenti con cui le affrontiamo possono essere nuovi, ma i valori da cui dipende il nostro successo - il lavoro duro e l’onestà, il coraggio e il fair play, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo - queste cose sono antiche. Queste cose sono vere.

Sono state la quieta forza del progresso in tutta la nostra storia. Quello che serve è un ritorno a queste verità. Quello che ci è richiesto adesso è una nuova era di responsabilità - un riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo doveri verso noi stessi, verso la nazione e il mondo, doveri che non accettiamo a malincuore ma piuttosto afferriamo con gioia, saldi nella nozione che non c’è nulla di più soddisfacente per lo spirito, di più caratteristico della nostra anima, che dare tutto a un compito difficile.


Questo è il prezzo e la promessa della cittadinanza. Questa è la fonte della nostra fiducia: la nozione che Dio ci chiama a forgiarci un destino incerto. Questo il significato della nostra libertà e del nostro credo: il motivo per cui uomini e donne e bambine di ogni razza e ogni fede possono unirsi in celebrazione attraverso questo splendido viale, e per cui un uomo il cui padre sessant’anni fa avrebbe potuto non essere servito al ristorante oggi può starvi davanti a pronunciare un giuramento sacro

Dal discorso di Barack Obama nel giorno del giuramento)






Carissimi amici di SMS!, fedelissimi di TVL, frequentatori di blog nostrani,
"il mondo è cambiato, e noi dobbiamo cambiare insieme al mondo"!
Ce lo dice OBAMA. Ah, se lo dice lui.

Scommetto che anche a voi qualche brividino per l'emozione è sceso lungo la schiena. Di fronte alle immagini dell'insediamento del 44° presidente degli Stati Uniti d'America c'erano tutti gli ingredienti giusti: una folla oceanica, un'attesa mondiale, un desiderio di farcela (yes, ce la famo), un'unità di popolo - nonostante tutto- che ci fa un po' invidia..un momento davvero storico. Ed in fondo quel bell'ometto lì ha proprio ragione: il mondo è cambiato:è tempo di cambiare!

E' buffo come le affermazioni più vere talvolta sembrino quasi banali. Ma a me è piaciuta ancora di più un'altra espressione, in cui parlava di "una nuova era di responsabilità".


Mi sembra un bell'impegno. E vale anche per ognuno di noi. Tutti i giornali parlano di grande voglia di riscatto, di un senso di speranza, del desiderio di rialzarsi del popolo americano. Forse anche noi abbiamo bisogno di sentirci stimolati, di non perdere la speranza, di stringerci uno accanto all'altro. Ecco una bella espressione della democrazia. Tutti insieme, uno accanto all'altro, consapevoli della propria responsabilità.


Tutti ci aspettiamo novità dal nuovo presidente. Il suo non è un compito facile, ma forse a maggior ragione sarà importante tenere d'occhio le sue scelte. Se volerà alto, tenendo fede al bene promesso dalle cose vere e difficili..o se punterà altrove. Adesso tutti gli dobbiamo un grosso "in bocca al lupo". Anche SMS!, in qualche modo farà arrivare il suo (ed il vostro!).


Che vi aspettate da OBAMA? Che cosa vorreste dirgli? Che suggerimenti potreste dare al nuovo Presidente?

Davvero il mondo è cambiato? Davvero siamo entrati nell'era della Responsabilita?
Insomma, diteci la vostra!

MA SMS! promette ancora più di OBAMA: giochi in diretta con RICCHI PREMI, MUSICA, RICETTE e tanta simpatia! TELEFONATE ESCLUSIVISSIME!!!!
SIMPATIA PER TUTTI GRATIS!

..vi aspettiamo GIOVEDI dalle 17.00 alle 19.00!!
e domenica, in replica, dalle 16.00 alle 18.00!!!

YES WE CAN!

mercoledì 14 gennaio 2009

(s)MUOVERSI


La mattina, appena alzato mi catapulto sulla bicicletta.
Sfrecciare senza freni è una sensazione interessante. "Di sicuro arriverò in tempo, non posso rallentare", "non c'è intralcio che tenga, comunque vada.. vado diritto", "sarebbe meglio se..andassi più pianino". Ma non c'è troppo tempo per pensare: davanti alla stazione l'obiettivo principale e sbatacchiare il velocipede il più vicino e il più presto possibile (causa, peraltro, di lunghe manovre per disincagliarlo dalla rastrelliera e dalle altre biciclette al ritorno), quindi un volo in apnea dentro alla stazione, finchè, una volta sul binario..

Beh, una volta sul binario c'è finalmente modo di rilassarsi. Incontrare vecchi amici, riannodare rapporti, sbirciare il quotidiano del pendolare quotidiano. E poi, magari, al riparo, sotto la pensilina guardare i piccioni, le nuvole, osservare le colline in fondo a sinistra (avete mai notato come sembrano vicine quando il cielo è terso e il vento ha spazzato via ogni caligine? O come sono nitide dopo un violento acquazzone?). Altre volte guardo chi sale le scale del sottopassaggio: qualcuno strascica i piedi ancora assonnato, qualcuno si ingegna a calare (e a far salire) il passeggino sui gradini, altri si rifugiano lì sotto con lo sguardo verso l'alto mentre la tramontana spazza i binari.
A volte è bello indovinare i pensieri di chi è fermo ed aspetta. Le persone cambiano quando aspettano. Assumone pose ed espressioni strane. A volte non li riconosco. Spesso infatti ci conosciamo, ma non ci siamo mai scambiati una parola. Non conosco nemmeno il nome di chi ha viaggiato accanto a me per tanti anni, ha condiviso caldo e freddo, affollamento e scossoni del treno..eh, già..ma il treno?
Beh, il treno è in ritardo. Arriverà.
Cari pendolari, cari amici telespettatori e bloglettori. Questa settimana parleremo proprio di voi!
Parleremo di mezzi di trasporto, di terra, di cielo e di mare.
Come vi spostate?
In che modo percorrete il tragitto casa-scuola; casa-ufficio; casa-gabinetto; casa-bar; strada-marciapiede?
E come sono i vostri mezzi di trasporti ideali?
Quali sono i vostri preferiti?

Meglio l'autobus o l'autoblu?
Meglio la vespa o il ciao?
Meglio i pattini o il monopattino?
Il mulo o la jeep?
Per non essere da meno del sommo Poeta infiorettto il post con un brano tratto da una poesia di un altro sommo dei nostri tempi (di cui, peraltro, possiamo ricordare un'altro invito, di diverso teno per i "naviganti" http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=libri&scheda=luzi_allavita&lingua=ita)

Da "La Corriera" di Mario Luzi

"Sediamo qui, persone nel viaggio,
smaniosi alcuni dell'arrivo, alcuni
volti tutti all'indietro, chi sospeso.
Il pecoraio mette in fila il branco,
lo stringe alle pareti del rialto,
libera il passo, la corriera avanza
e sballotta le teste e le cervici"




Insomma, tanto pane per i vostri denti!
SCRIVETE, FAXATE, EMAILATE, POSTATE alla Redazione di SMS!
Vi attendiamo numerosi..e con ogni mezzo di trasporto!

giovedì 8 gennaio 2009

QUALI BISOGNI HA L'UOMO??


Iniziamo l'anno nuovo a tutto tondo, pensando ai bisogni dell'uomo...Ma quali bisogni abbiamo veramente??Salute? Soldi? Amore? Mangiare e bere?

Una risposta per tutti intanto la chiediamo a Dante Alighieri, il Sommo Poeta:








"... Non vogliate negar l’esperienza


di retro al sol, del mondo sanza gente.


Considerate la vostra semenza


fatti non foste a viver come bruti


ma per seguir virtute e canoscenza"


Più in dettaglio ne parliamo in studio con il sociologo
Dott. Filippo Buccarelli dell'Università di Firenze.
intervenite numerosi e diteci i vostri...bisogni!!!