
Quando ero piccolo la mamma non mi comprava mai le merendine.
Ricordo quando alle scuole elementari i compagni di classe sfoderavano crostatine, tegolini, fieste e altre schifezzuole opulente anni ottanta. Guardavo attonito la loro soddisfazione nell'apprezzare il sapore artificiale del cioccolato e del pan di spagna. Meravigliosamente artificiale e meravigliosamente perfetto! Ogni striscia di cioccolato sui tegolini correva perfettamente identica a se stessa in ogni confezione e anche la base inferiore, completamente fatta di cioccolato, era un capolavoro di ingegneria alimentare. La marmellata delle crostatine era luccicante e trasparente, nè troppa nè poca, perfettamente dosata. La fiesta orange era invece un lusso da adulti che nascondeva un brivido alcolico.
A casa la nonna preparava pane e olio.
Bono, per carità. Sano, non ci piove. Tradizionale, com'è giusto. Però.
Mentre intingevo il pane nel piatto unto la televisione mi proponeva paradisi di dolcezza inarrivabile. Bono il pane con l'olio. ma intanto io sognavo le schifezze. Qualche volta anche la mamma cedeva e, come manna dal cielo, piovevano a tavola quei contraddittori oggetti del desiderio. Ogni giorno si rincorrevano notizie agghiaccianti sugli effetti delle "merendine", giovani vite stroncate dall'abuso di dolci, piagate da insalubri merende. Possiamo forse misurare gli effetti subiti dalla mia generazione?
Oggi esistono i distributori automatici ovunque ed io mi mangio le agognate schifezze. Le scarto con soddisfazione, senza farmi vedere, come chi apre di nascosto il barattolo della marmellata. Ma le mangio piano per farle durare.
Cara merendina, so per certo che non mi sfamerai, nè che giovi alla mia salute.
Tu sei perfetta, sempre uguale a te stessa: tu non tradisci mai. Perfetta come non saremo mai. Appetitosa molto più di pane e olio. Però..
Però so che mia nonna apparecchiava per la merenda. Preparava i piattini, mi sceglieva l'olio buono, mi faceva i pezzettini di pane. Si prendeva cura di me sapendo che quello era il meglio che potesse offrirmi. Me lo preparava con amore. E se rimaneva un boccone di pane mi ricordava di finirlo che il pane non si butta. Mi ricordava che lei neppure la faceva merenda, ma che ai suoi tempi non c'era di meglio che pane e olio.
Cara merendina. non potrai offrirmi tutto questo. Non sei fatta per questo.
E tu? Qual'è la tua merenda preferita? Ce cosa mangi (se mangi) di solito?
Ti piacciono le merendine?
FACCI SAPERE! Vuoi fare merenda con noi? Vieni a trovarci a TVL!
Giovedì, dalle 17 alle 19..ti aspettiamo!


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